I primi Palii, detti “alla lunga”, si correvano per le vie cittadine. Fu solo a partire dalla metà del ’600 che si cominciò a correre il cosiddetto Palio “alla tonda”, cioè intorno a Piazza del Campo. Il Palio del 16 agosto è dedicato all’Assunta, protettrice di Siena, mentre quello del 2 luglio alla Madonna di Provenzano, in ricordo di un miracolo.
Non tutte le contrade vi possono prendere parte: ogni volta ne sono sorteggiate 10. Le rimanenti 7 avranno diritto a disputare il Palio successivo assieme a 3 tra le 10 del palio precedente. I due Palii sono corse separate e hanno sorteggi indipendenti. Anche i cavalli, per evitare alle contrade più ricche di accaparrarsi ogni volta i migliori, vengono sorteggiati.
Non si tratta di purosangue ma di cavalli dalle zampe più grosse, per questo più adatti all’accidentato percorso, detti bàrberi, perchè anticamente provenivano dall’Africa settentrionale. E proprio il cavallo è uno dei protagonisti osannati della festa, dalla sua benedizione nella chiesa della Contrada, fino alla cena luculliana su una mensa che si snoda per le strade della contrada vincitrice in cui occupa il posto d’onore: a capotavola.
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